Ricorso Comunità di Valle
Due parole vanno scritte anche sulla cronaca di questi giorni, riguardo al ricorso che abbiamo proposto contro la delibera di esclusione dalla comunità di valle delle Giudicarie
Comunicato stampa del 22/6
In data odierna i signori Turinelli Luca, Ferretti Mauro, Melzani Angelo, Briani Ermanna, Zanetti Silver, Bazzoli Celeste e Facchi Umberto, affidandosi agli Avvocati Alessio Eccher e Gianluca Pinamonti di Trento, hanno depositato ricorso presso il Tribunale di Trento avverso la delibera della Comunità delle Giudicarie con cui è stata disposta la loro esclusione dalla Assemblea di Valle per incompatibilità con la contemporanea carica di consigliere comunale.
“Intendiamo far valere ciò che stiamo ripetendo da sempre, ovvero che la norma è assolutamente incostituzionale” – ha dichiarato l’avv. Luca Turinelli – “L’art. 10 c. 2 lett. b) della L.P. 15/2009, infatti, prevede che siano incompatibili unicamente i consiglieri comunali eletti anche quali consiglieri di valle tramite suffragio diretto, mentre non lo sono i consiglieri di Valle che sono diventati tali in forza della designazione del loro Comune”. Continua Turinelli “basti pensare che ci sono addirittura dei SINDACI che si sono nominati quali consiglieri di comunità! E loro possono, mentre noi che siamo stati eletti dai cittadini veniamo esclusi!”.
A scanso di equivoci e malevoli interpretazioni, i ricorrenti dichiarano di agire unicamente per far accertare che chi scrive le norme lo fa male e senza cognizione di causa, favorendo i soliti “noti” che si possono spartire incarichi a piacere.
Questo il Comunicato ripreso molto correttamente dalla stampa di ieri.
Oggi leggo che la Presidente della Comunità è “serena e tranquilla”. Ci mancherebbe. Mi pare che nessuno di noi ha mai sollevato obiezioni sul procedimento adottato dalla Comunità di Valle, eccezion fatta per quella opposizione alla prima delibera di convalida degli eletti, giunta in tempo per rimediare al pateracchio combinato in prima seduta.
Ovviamente noi ci battiamo per dimostrare che la legge provinciale è fatta male, perché discrimina tra i consiglieri di valle che sono eletti dai cittadini e quelli che sono nominati dai Comuni.
Dunque: chiediamo una risposta. Che, per quanto ci riguarda, potrebbe anche finire con l’esclusione di chi ha il doppio incarico ma lo può tenere perché nominato dal Comune e non eletto dai cittadini. Non importa. Ciò che conta è che posizioni uguali siano trattate in modo uguale.
Che poi è “semplicemente” l’art. 3 della nostra Costituzione.